Verità
Non esistono verità assolute. Solo verità relative. Verità alla quale vogliamo credere, e verità alla quali dobbiamo credere, a meno che non abbiamo deciso di impazzire o assumere investigatori privati. Poi ci sono verità alla quali non potremo mai accedere, che restano sulle bocche degli altri, o che verranno taciute per sempre.
Per quanto la verità spesso sia dolorosa è necessaria. La verità è un po’ come il funerale dei fatti. Una volta che sai la verità puoi accettare i fatti, e andare avanti: te ne fai una ragione. Se invece non sai la verità, o credi di non saperla, allora continui ad interrogarti all’infinito. Poi, ci sono le volte in cui hai anche sentito la verità, ma non la vuoi ascoltare. Queste sono forse le verità peggiori: quelle che non vogliamo sentire e che distruggono le certezze sulla quale eravamo appoggiati. Verità che distruggono le persone: quelle a cui crolla il mondo sopra, ma anche quelle che credevi di conoscere, che non conosci più, sconosciuti dell’ultimo minuto.
Verità relative. Perché non giungi a conoscere veramente nemmeno te stesso, quindi figurati se per gli altri ti bastano dei mesi o qualche anno. La sola cosa tremendamente vera e reale, lucidamente chiara ma contemporaneamente sfuggente è che la verità pura non esiste. Esistono solo punti di vista e cose alle quali siamo più o meno forzati a credere per non diventare folli. Punti di riferimento nella matassa in districabile delle realtà.
